Venice Urban Lab
Venezia 2042
#StrategicForesight, #CulturalAccessibility, #CulturalWelfare, #InclusiveMuseums, #AutismSpectrumDisorder, #Venice, #Venezia
Autrice: Vania Vanzella
Anno: 2023
Università: Università di Trento
Relatore: Francesca Odella
Livello: Tesi magistrale
Lingua: Italiano
La tesi esplora come i Musei Civici di Venezia possano diventare accessibili e inclusivi per le persone con disturbo dello spettro autistico entro il 2042. La ridefinizione di museo approvata da ICOM nel 2022 costituisce il punto di partenza: secondo la nuova definizione, i musei sono istituzioni accessibili, inclusive e fondate sulla partecipazione delle comunità. In questo quadro, l'accessibilità culturale rappresenta una chiave di lettura per ripensare il ruolo dei musei nel futuro di Venezia. Venezia è una città fragile e richiede non solo tutela ambientale e infrastrutturale, ma anche cura culturale e sociale per continuare a essere una città vissuta dai suoi abitanti. Gli undici Musei Civici, il principale sistema museale pubblico di Venezia, rappresentano il contesto più adatto per immaginare un cambiamento sistemico. L'autismo è stato scelto come lente di analisi perché l'accessibilità cognitiva è una delle dimensioni meno sviluppate dell'inclusione museale e la varietà delle esperienze autistiche mette in discussione approcci standardizzati all'accessibilità. La tesi si colloca nell'ambito degli Studi di Futuro e adotta lo Strategic Foresight come approccio metodologico. Attraverso analisi documentale, Horizon Scanning, diciassette interviste strategiche e l'applicazione di Futures Triangle e Futures Cone, la tesi sviluppa tre scenari alternativi: Futuro Preferibile, Futuro Plausibile e Futuro Non Preferibile. L'accessibilità culturale emerge come condizione strategica per rafforzare la relazione tra musei, comunità e città. I Musei Civici possono diventare infrastrutture di welfare culturale, dove il patrimonio favorisce partecipazione, inclusione e senso di appartenenza. Preservare Venezia significa non solo custodirne il patrimonio, ma fare in modo che continui a generare benessere, partecipazione e opportunità per le comunità che la abitano, contribuendo a mantenerla una città viva e abitata, oltre che visitata
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