Venice Urban Lab
L'immagine sospesa: dialogo tra architettura e pittura
Progetto di un'architettura espositiva nella Chiesa di Santa Maria del Pianto a Venezia
#EcclesiasticalReuse, #StageMachinery, #DesignExhibition
Autrici: Martina Baraldi e Gloria Bernardi
Anno: 2023
Università: Iuav di Venezia
Relatore: Guido Mario Morpurgo
Livello: Tesi magistrale
Lingua: Italiano
Esiste un luogo affacciato sulla laguna nord di Venezia, sulle F.ta Nove, costruito come atto di perdono e riscatto della Serenissima dalla peste e dalla Guerra di Candia: la chiesa di Santa Maria del Pianto. La chiesa, edificata nel 1647 su progetto di Francesco Contin, è oggi inutilizzata e l'adiacente complesso monastico fa parte del complesso ospedaliero ULSS 3. La dimensione del sacro appartiene alla complessità della città di Venezia, che si configura come un laboratorio di soluzioni in continua trasformazione, capace di “pro-gettarsi nel tempo” grazie al suo carattere di inesauribile interpretabilità. L’analisi critica e la scomposizione della chiesa e del suo contesto urbano e morfologico ricostruisce le tracce storiche e spaziali - veri e propri paradigmi indiziari del passato - che diventano materia per la ricomposizione progettuale. La tesi propone il riuso della chiesa come spazio espositivo per opere compatibili con la sua identità di luogo sacro, attraverso la realizzazione di un architettura espositiva permanente composta da un telaio mobile sospeso che sostiene i dipinti di grande formato e ruota di 360° in un anno. La dimensione temporale è materiale di progetto, e permette alla “macchina scenica” di rileggere la preesistenza attraverso la cornice sospesa. Questa, grazie al ritmo dell’intelaiatura e alla rotazione, traduce in forma astratta le proporzioni dei prospetti interni e definisce un dialogo di "pieni e vuoti" tra architettura e pittura. La proposta prevede la ricollocazione del ciclo pittorico veneziano di Anselm Kiefer, esposto temporaneamente a Palazzo Ducale (03/22-01/23), dando vita a una nuova "casa dell'arte", dove, periodicamente, è possibile allestire differenti ricomposizioni dei frammenti modulari dei dipinti. La connessione con il tessuto urbano viene infine tradotta in un percorso esperienziale che collega longitudinalmente le F.ta Nove all’interno della chiesa, attraversando le soglie che definiscono l’architettura sacra.
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