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Spazi inutilizzati > Rigenerazione Urbana

Marittima, Scomenzera, Dorsoduro Ovest

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Tra le molte segnalazioni di edifici e spazi vuoti, inutilizzati o poco utilizzati che ci stanno arrivando tramite la callforspaces lanciata a giugno, sebbene tutte siano importanti, quelle di maggiori dimensioni sono senza dubbio l’area della “Marittima” e l’adiacente area lungo il canale della Scomenzera, oggi entrambe aree “recintate” come zona portuale.

Le piattaforme di espansione del XX secolo Dorsoduro ovest:

 

  • - Scomenzera (S. Marta, Ex. Italgas, S. Basilio)

  • - Marittima

  • - Tronchetto 

Il settore ovest della città che comprende la Stazione e i Parcheggi di Piazzale Roma e l’isola del Tronchetto l’area della Marittima, sono il frutto di successive espansioni dalla metà dell’ottocento a oggi. Le aree portuali sono separate dalla città dal Canale della Scomenzera dove grandi piazzali di parcheggi e binari dismessi antistanti si allungano nella striscia di fronte al canale della Giudecca fino a S. Basilio. L’insieme di queste aree consistono in oltre 70 ettari di superficie oggi poco utilizzata e costituiscono una grande opportunità per la riorganizzazione del porto ma anche per la rivitalizzazione della città con spazi e servizi per i residenti.

L’espansione ad ovest della città è iniziata nella metà dell’’800 con la stazione ferroviaria, ed è proseguita in diverse fasi nel corso del XX secolo Oggi, alla stazione si sono aggiunte tre grandi piattaforme, due delle quali attrezzate a stazione marittima, e la terza, l’isola del Tronchetto, dedicata alla logistica e al parcheggio.

Nella Venezia pre-ottocentesca, a Santa Marta si trovava un’imponente distesa incolta che rappresentava la spiaggia più occidentale della città.


All’estremità di questo spazio, proprio come oggi, presso Punta dei Lovi, si trovava la chiesa di Santa Marta, edificio di origine incerta (attorno al XIV secolo) oggi sconsacrato.


Da non dimenticare la presenza del convento delle Suore Terese, adiacente alla Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli. Sono infatti soprattutto i documenti del vecchio convento che permettono oggi una ricostruzione della vita nella zona.

La spiaggia di Santa Marta era frequentata soprattutto dai pescatori e dalle loro famiglie che, alla vigilia della festa di Santa Marta, si riunivano per la “Sagra notturna“. Arenavano le barche sulla sabbia e lì  cuocevano i “sfogi“, le sogliole appena pescate. La “sagra notturna” riscosse così tanto successo che presto si aggregarono anche persone di alto lignaggio, che si recavano alla spiaggia a mangiare il pesce cotto sul posto.
Tanto piaceva che la festa divenne un appuntamento fisso di tutti i lunedì d’agosto di ogni anno, quando la spiaggia si riempiva di veneziani.

 

Fonte: 

https://www.metropolitano.it/venezia-santa-marta-spiaggia-cittadella-universitaria/

 

https://divisare.com/projects/379496-vincenzo-casali-vittorio-de-feo-marco-zanta-ex-chiesa-di-santa-marta-venezia

EX CHIESA DI SANTA MARTA 

CONVERSIONE DELL' EX CHIESA DI S.MARTA A SERVIZI DI ACCOGLIENZA PORTUALE

DESIGNERS - VINCENZO CASALI, VITTORIO DE FEO

PROJECT YEAR - 2006

PHOTOS BY - MARCO ZANTA

La chiesa di S. Marta e l’annesso convento costituivano, all’epoca della costruzione, la parte estrema della “Spiaggia di S. Marta”.


L’Autorità portuale di Venezia, promotrice dell’intervento di recupero dell’edificio, ha inteso valorizzarne le caratteristiche monumentali e convertirlo in uno spazio polivalente, destinato ad attività portuali marittime (crocieristica, traghetti, agenzie e altri operatori portuali), ma anche alla fruizione da parte della popolazione, residente e non, della zona.


L’intervento di restauro conservativo della chiesa puntava a ricondurre a unità tipologica l’involucro costituito da muratura in mattoni e copertura in coppi con struttura e tavolato in legno, assieme al recupero degli elementi decorativi residui esterni e interni.


Nel volume delimitato dalle murature e dalla copertura così restaurate sono stati quindi ricavati uno spazio espositivo/relazionale lungo il perimetro interno, una struttura centrale in legno con circa 50 sedute, i servizi, un bar e impianti tecnologici.Il complesso dell’ex chiesa di S. Marta a Venezia, dopo i lavori di riqualificazione (2002)

https://divisare.com/projects/379496-vincenzo-casali-vittorio-de-feo-marco-zanta-ex-chiesa-di-santa-marta-venezia

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